FOTOGRAFIA: Siamo tutti fotografi (?)

Sa prima essìa – Ottana 2014

Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi ed il cuore”. Il celeberrimo aforisma di Henri Cartier Bresson, ormai rischia di esser sostituito da: “Oggi, per fotografare, bisogna evitare che sulla tua linea di mira si interponga un altro fotografo, che cerca di rubarti l’occhio ed il cuore”.

Questa frase, frutto di una riflessione causata dall’inciviltà dilagante dei “possessori di reflex“, mi serve come pretesto per parlare di quello che ultimamente si sta verificando nella maggior parte degli eventi pubblici, in cui è d’obbligo portare una fotocamera.

Sono un fotografo professionista e mi occupo prevalentemente di architettura e fotografia notturna, per cui son abituato a ragionare molto prima di scattare, ma sono anche un appassionato ed ogni tanto, insieme ai soci EffeZero, amo partecipare agli eventi che la nostra splendida isola ci regala, con l’intento di mettermi alla prova e lavorare in totale libertà mentale e stilistica.

Qualche giorno fa, però, abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che non bisogna essere dei bravi fotografi, per portare a casa delle buone immagini, ma probabilmente degli ottimi pugili. Durante “Sa prima essìa”, al Carnevale di Ottana, abbiamo perso il conto del numero di scorrettezze a cui abbiamo assistito: c’è chi ha sgomitato per prendere la posizione migliore; chi si è piazzato davanti agli altri spettatori, ostruendo addirittura il passaggio delle maschere; chi ha cercato di rubare la linea di mira dei colleghi/concorrenti, dopo aver visto che la loro posizione era più favorevole; chi passava davanti incurante di chi era in procinto di scattare… Attenzione, tutti questi non erano dei semplici turisti, ma “possessori di reflex/compatte/cellulari/tablet/dispositivi in grado di catturare immagini“!

E se un povero disgraziato prendeva da parte una maschera per fare un ritratto posato, lontano da obiettivi indiscreti e dai flash stile “luci da discoteca“, greggi di pecore erano pronti a seguire il malcapitato per rubare la posa. L’educazione era di moda solo nel periodo “analogico”? Tanto ora le foto sbagliate si cancellano! Ma il rispetto è un optional che evidentemente il digitale non offre…

Avviliti da quest’indegno spettacolo, con gli amici di EffeZero abbiamo tentato un esperimento, ci siamo spostati in gruppo per far finta di fotografare qualcosa d’interessante e nel giro di pochi secondi son arrivate le iene…

Questa non è Fotografia! Il rispetto e l’educazione non si trovano sui manuali d’istruzioni, né sui tutorial online. Siamo tutti fotografi, ma quelli bravi hanno rispetto per i colleghi.

P.s. Per la cronaca in 4 ore ho scattato 28 foto…

Sul mio blog, trovate l’articolo completo. Buona lettura

GIORGIO MARTURANA

Sa prima essìa – Ottana 2014
Sa prima essìa – Ottana 2014

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Ho scoperto la fotografia a 25 anni, messo da parte gli studi per diventare ingegnere edile-architetto e studiato a tempo pieno per realizzare un sogno. Oggi mi occupo di fotografia d'architettura, dal 2012 sono un fotografo Certificato Google Business Photos ed insegno tecniche base e specifiche per la fotografia notturna. Instancabile e paziente osservatore, eterno sognatore, butto i miei soldi in viaggi alla ricerca di me stesso ed un pretesto per scattare...