REPORTAGE: i riti della Settimana Santa 2015

Come ogni anno si sono tenuti i riti della Settimana Santa, che riuniscono numerosi fedeli e fotografi. Con questa gallery vogliamo raccontarvi alcune di queste occasione con l’occhio di quattro dei nostri soci.

Lunedì Santo a Castelsardo, in provincia di Sassari, la cerimonia de “Lu Lunissanti” – raccontato dall’occhio di Stefano Mattana.
La cerimonia del lunedì detta “Lu Lunissanti” ha inizio la mattina con la messa, accompagnata dai canti dei cori del Lunissanti preparati appositamente per l’occasione, seguita dalla processione verso la basilica di Nostra Signora di Tergu. Il pellegrinaggio è caratterizzato da un clima di silenzio e dalla presenza degli apostoli recanti in mano i simboli del martirio di Cristo. Verso sera i fedeli fanno ritorno a Castelsardo dove attraversano tutte le vie del paese guidati dalla sola luce delle torce, fino ad arrivare alla chiesa di Santa Maria dove la processione si scioglie definitivamente.

Martedì Santo a Cagliari, la processione di Is Misterius – raccontato dall’occhio di Cristiano G. Musa.
Il Martedì Santo si svolge la processione dei Misteri di Stampace (una tradizione interrotta quarantadue anni fa e ripresa da due anni), organizzata dall’associazione Cuccurus Cottus e dalla compagnia degli Artieri. Anche questi simulacri sono opera del Lonis e sono portati in processione partendo dalla chiesa di San Michele in via Azuni, facendo sosta in sette chiese, inclusa la Cattedrale.

Giovedì Santo a Cagliari, il rito delle sette chiese – raccontato dall’occhio di Antonio Crisponi.
Il Giovedì Santo si procede con il rito delle 7 chiese.  Dalla Chiesa di S. Efisio, nel quartiere Stampace alle 20.00 circa parte la processione dove Sant’Efisio listato a lutto, col pennacchio nero, entra nelle 7 chiese.

Venerdì Santo di Santo Lussurgiu, in provincia di Oristano – raccontato dall’occhio di Alessandro Cani.
Durante il pomeriggio del Venerdì Santo si prepara la lettiga con i fiori e le candele, il vassoio con i martelli e le pinze, si puliscono le scale per S’Iscravamentu (deposizione dalla croce) e le Prioresse si occupano della vestizione, preparando le fasce colorate, accuratamente arrotolate.
Dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli si avvia una processione accompagnata dai versetti del Miserere, con la lettiga del Cristo Morto circondata da quattro confratelli che portano i lampioni spenti e tutti gli oggetti preparati durante il pomeriggio.
Il corteo arriva alla chiesa parrocchiale, dove il coro intona le strofe della Novena, durante la rappresentazione della deposizione del Cristo.
La deposizione costituisce la parte più drammatica del triduo, i fedeli vengono rapiti dalla predica e dai canti che scandiscono i diversi momenti della deposizione del Cristo morto nell’urna.
Al termine del rito i confratelli (Cunfrades) di Santa Croce si avviano in processione verso la chiesa di Santa Maria degli Angeli, portando le scale, i chiodi, la lettiga con il Cristo Morto e i lampioni ora accesi; seguono i sacerdoti, il coro de Su Cuncordu ‘e su Rosariu che intona versetti del Miserere, il simulacro della Vergine portata dalla confraternita della Madonna Addolorata e , infine, la confraternita del Carmine.
Giunti in chiesa il Cristo Morto e la Madonna restano esposti per l’adorazione dei fedeli. Durante la notte i cantori radunati nella sagrestia, intonano i canti sacri fino a mezzanotte, poi intercalati anche da canti profani, tutti tramandati dalla tradizione orale dei lussurgesi.

Venerdì Santo a Cagliari – raccontato dall’occhio di Bruno Olivieri.
Il Venerdì Santo si svolge l’evento centrale delle celebrazioni, la processione della statua di Gesù Crocefisso, sovrastato da un baldacchino, dalla chiesa di San Giovanni diretto alla Cattedrale.
Il Cristo è accompagnato in processione anche dalla statua della Madonna Addolorata, con il petto trafitto dalla spada dei sette dolori, accompagnata da due bambini che impersonano San Giovanni e Maria Maddalena. La processione è aperta da due stendardi del XVIII secolo con i simboli della passione: il gallo, i chiodi, la spada, oltre al mantello e ai dadi dei soldati romani. Il corteo segue un preciso rituale, accompagnato da rulli di tamburi e canti tradizionali, fino al momento in cui si raggiunge la Cattedrale e il Crocefisso viene consegnato nelle mani del sagrestano mentre la Vergine è riportata nella chiesa di San Giovanni. La processione è curata dall’Arciconfraternita della Solitudine; questa, istituita nel 1603 come Confraternita, divenne Arciconfraternita nel 1616 quando si aggregò all’Arciconfraternita della SS. Trinità in Roma.

Lunedì dell’Angelo a Cagliari, la processione di Sant’Efisio – raccontato dall’occhio di Alessandro Cani.
Il Lunedì di Pasqua a Cagliari si svolge una particolare processione votiva dedicata a Sant’Efisio: un’anticipazione della Sagra di maggio in onore del martire patrono della Sardegna. Il corteo guidato dall’Arciconfraternita del Gonfalone accompagna dalla chiesa di Sant’Efisio fino alla cattedrale la statua del Santo, scolpita da Giuseppe Antonio Lonis nel Settecento. Il simulacro è vestito con la corazza, un manto rosso e l’elmo decorato da piume di struzzo. Secondo la tradizione il Santo viene portato in processione in ricordo della sua intercessione nel 1793 quando le navi francesi che attaccavano Cagliari vennero portate via dal vento impetuoso.

 

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