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September 22, 2011

Surf-Photography

by Stefano Sassu

Sotto al sole e sotto alla pioggia; Al gelo e al caldo; In acqua e in spiaggia; Un lungo appostamento per un unico obbiettivo: catturare la luce.

I fotografi appassionati di natura, disposti a rischiare per poter catturare un istante, cristallizzare una memoria, sono bestie rare. I fotografi surf sono ancora più rari.

Per sapere cosa è il surf, vi rimando alla lettura dell’articolo che ho pubblicato sul mio sito, qui parliamo di cosa è la Fotografia Surf.

Innanzitutto analizziamo le principali caratteristiche di questa particolare tipologia di fotografia.

Fotografare il Surf significa fotografare uno sport, è essenzialmente una tipologia di fotografia sportiva e come tale ha molti punti in comune con tutte le altre fotografie dello stesso tipo:

  • Macchina reflex con alta frequenza di scatto
  • Una congrua capacità di sostenere la raffica
  • Memory Card veloci
  • Obbiettivi tele più o meno spinti (diciamo dai 200mm in su sulle DX)
  • Conoscenza dello sport e dei suoi protagonisti
  • Conoscenza dei “campi di gioco”

Questa è la base su cui si può costruire un’esperienza positiva su una qualsiasi tipologia di fotografia sportiva, dal calcio, al basket, al kite alla vela. Queste basi si giustificano perchè durante un’azione devi scattare continuamente per poter cogliere il giusto momento che rifletta in un’immagine l’impegno dell’atleta. Quindi si ha bisogno di una macchina con una buona raffica, che sia in grado di tenere la cadenza per almeno qualche secondo, e questo richiede una reflex e delle memory card con opportune caratteristiche di velocità. Durante un evento sportivo non puoi avvicinarti all’azione, sia perchè non si vuole e non si può disturbare gli atleti, sia perchè a volte l’azione si svolge in un ambiente a te non accessibile, qui viene in aiuto il tele spinto, possibilmente con ampia apertura di diaframma per permettere uno scatto con tempi brevi anche nelle situazioni più ostiche di luce. Infine la conoscenza dello sport e dei suoi protagonisti vi darà i tempi giusti per aprire la finestra di scatti entro i quali molto probabilmente si avrà l’immagine, mentre conoscere il campo di gioco vi permetterà di scegliere la posizione giusta da cui scattare.

Spostando il discorso sul Surf il tutto si traduce in una reflex cropped con una raffica di 3fps per almeno 10 secondi, io uso la Nikon D300 che con una Lexar 300x va avanti facile per anche 12 – 13 secondi a quelle cadenze. Ho un 70-200 VR f2.8 che è al limite basso dei tele per il surf, diciamo che sarebbe meglio un 300mm f4 o ancora meglio un 400.

Un altro aspetto che influenzerà la vostra attrezzatura,  tipico del surf e degli sport marini, è la salsedine e il vostro costante contatto con essa. Il fotografo surf sarà sempre in riva al mare, e non un mare calmo e sereno, bensì un mare agitato che infrange sulle rocce e nebulizza acqua salmastra nell’aria. Occasionalmente ci sarà vento, molto vento, che solleverà ulteriormente l’acqua salmastra e la impasterà con la polvere per bloccare le vostre povere macchine. Portatevi delle giacche anti-vento e proteggete la macchina fotografica. Una delle tecniche più diffuse è con il domopac, che si usa per avvolgere obbiettivo e corpo macchina, ma sicuramente una cover Kata coma la E-702 vi renderà molto più professionali.

Onda "destra"

Preparatevi a sessioni di non meno di 400 scatti  / ora, quindi scattate in JPEG Fine, leggermente sovra-esposto se siete controluce e chiusi ad almeno f7.1. Io consiglio inoltre di non usare l’AF continuo, benché spesso affidabile può succedere durante i flip-back che l’intelligenza dell’AF venga ingannata e perdete lo scatto. Con l’AF in Single Shoot invece dovrete si aggiustare spesso lo scatto, ma con un f7.1 sarete abbastanza chiusi da avere un margine di sicurezza dato dalla profondità di campo. Altro motivo per preferire l’AF Single Shoot contro quello continuo è che nel 90% degli spot ci saranno sia onde “destre” che onde “sinistre” e non avrete mai il tempo per cambiare le impostazioni della messa a fuoco tra una partenza e l’altra per riflettere la posizione del surfer nella composizione. Quindi punto centrale, messa a fuoco veloce sull’atleta e poi si ricompone per seguire l’azione. Sembra complesso ma dopo un paio di scatti si prende la mano.

Onda "sinistra"

Parliamo adesso dello sport e di come funziona. Innanzitutto non è uno sport dove normalmente si vince qualcosa. Si tratta più di una filosofia di vita. Di una ricerca costante da parte del Surfer della perfezione, leggetevi l’articolo che vi citavo sopra per maggiori informazioni su “cosa” sia il surf. Come è il surf invece è un discorso un poco più semplice in realtà, il surf si compone di due protagonisti che hanno due pesi diversi nella foto, l’onda e il surfer. Ed è l’onda il protagonista principale e quella che dovrete rendere in modo migliore.

Un surfer in una bellissima posa plastica e dettagliata, senza visione dell’onda, non è una buona foto surf. E’ preferibile la figura del surfer un poco più piccola, ma con una buona visione dell’onda che sta cavalcando.

Conta poi l’azione che il surfer sta compiendo sull’onda, ci sono essenzialmente 5 figure che ha senso fotografare e che bisogna imparare a riconoscere appena prima che inizino, e sono

Snap

Snap

Si riconosce perché il surfer acquista velocità surfando in modo lineare abbassandosi verso la base dell’onda per effettuare una bottom turn e risalire verso la cresta, qui si dovrebbe iniziare a fotografare, il momento migliore da cogliere è appena dopo l’esecuzione del turn con il ventaglio di schizzi sollevati dal movimento.

 

 

Aerial

Aerial

E’ molto simile ad uno Snap, in realtà inizia e si evolve nello stesso modo ma prevede un passaggio in volo sopra l’onda al momento della virata verso il basso.

 

 

 

Cutback

Cutback

Spesso segue uno snap, consiste in una strettissima virata che porta il surfer ad andare nel senso contrario alla rottura dell’onda per poi eseguire una seconda secca virata quando è quasi sulla spuma per riprendere velocità e continuare a surfare assecondando l’onda

 

 

 

Floater

Floater

Il surfer dopo un bottom up non effettua una virata per scendere ma continua sulla cresta dell’onda per un certo periodo di solito con la tavola di traverso, viene fatto spesso su onde basse o su onde che non frangono regolarmente per cavalcare una porzione di onda già infranta.

 

 

 

Tubo

Tubo

E’ la figura principale, il sogno di ogni surfer. In pratica il surfer rallenta e si fa superare dall’onda che inizia a rompere sopra formando un tubo, questo tunnel viene definito “La Stanza Verde” dai surfer. Per poter essere “chiuso” il tubo prevede che il surfer riprenda velocità per uscire dal tubo mentre l’onda continua ad infrangersi dietro di lui. Se invece il surfer non è abbastanza veloce l’onda si infrange davanti a lui chiudendolo, in questo caso di dice “scoppiare il tubo”, può essere molto pericoloso in quanto è la fase in cui l’onda ha la maggiore energia e il surfer viene spesso sbattuto sul fondo dopo aver vorticato furiosamente nel vortice dell’acqua, con tutti i pericoli che potete immaginare.

Fotografare queste figure non è complesso, e dopo un paio di session si acquisiscono subito i tempi, conviene iniziare a scattare la raffica come il surfer completa il bottom turn, per quasi tutte le figure, mentre per il Floater e per il Tubo bisogna conoscere le onde, e anche quello lo da un poco di esperienza. Non tutte le onde tubano, per esempio e solo alcuni spot, come il Minicapo a Oristano in Sardegna, presentano onde irregolari dove è facile il floater

Penso possiate capire da quanto detto finora che un fotografo surf non è mai solo un professionista, ma è innanzitutto un appassionato, sarà quella sagoma imbottita o arrostita in riva al mare, o quella boa con un caschetto giallo con su scritto “non surfate sul fotografo”, con una protuberanza nera e oblunga vicino al viso puntata verso il mare. Immobile la maggior parte del tempo.

Ma vi assicuro che il surf e i surfer possono darvi grandi soddisfazioni.

Sotto al sole e sotto alla pioggia,

Al gelo e al caldo

In acqua e in spiaggia

Un lungo appostamento per un unico obbiettivo;

catturare la luce.

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